Aree interne, e dici subito spopolamento, e servizi, trasporti e infrastrutture da rivedere. Sono le zone che più delle altre, di quelle densamente urbanizzate e costiere, subiscono gli effetti di politiche basate sul calcolo numerico: così si fa per i trasporti su ferro, così per la sanità. Le conseguenze sono evidenti: cittadini di serie A verso cittadini di serie B. Ma sono anche comunità apparentemente statiche: in esse si muovono invece spinte per nuove forme di sviluppo. La prossima occasione sarà ad Agnone, in provincia di Isernia.
Nella città famosa per l’antica Fonderia Marinelli, tuttora attiva nella realizzazione di campane, si ritroveranno, sabato 15 marzo, esponenti istituzionali e di associazioni di sei regioni meridionali, Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia. Sono anche i territori su cui si muove la Federazione Civica delle Associazioni del Sud, tra gli organizzatori dell’iniziativa. “Sud chiama Sud” il tema che aprirà i lavori, sabato 15 marzo a partire dalle dieci, nell’aula consiliare di Agnone, con i saluti del sindaco Daniele Saia. Seguiranno Gaspero Di Lisa, pres. ass. ex consiglieri regionali Molise, Gaetano Fierro, già sindaco di Potenza, Giacomo Rosa, presidente Svimar, Antonio De Pandis, ass. Alto Casertano, Paolo Emilio Stasi, vicepresidente ass. “La Scaletta”, Giulio De Angelis, presidente ass. “Edilizia reale”, Fabio Galetta, ass. Insieme per Avellino e l’Irpinia, Michele Laurino, responsabile Enti locali Svimar.
Sarà una giornata molto intesa: in programma anche la visita alla Pontificia Fonderia Marinelli. Nel primo pomeriggio si aprirà il convegno su “Quale futuro per le aree interne del Sud”.
Se ne discuterà con Alessandro Caramello, presidente intergruppo parlamentare aree fragili, Mario Conte, Antonio Briscione e Carmine Lo Sapio, sindaci di Eboli, Contursi Terme e Pompei, Zaccaria Spina, pres. area Snai Fortore, Luigi Vicinanza, Filippo Luberto, Michele Patruno, sindaci di Castellammare di Stabia, Grassano, Spinazzola, Antonio Motta, pres. cons. comunale Nocera Terinese, Lello Gaudiosi, presidente ass. Amici del Sole, Domenico Olivadoti di Svimar Calabria, Pietro Calabrese, pres. Comitato ferrovia Eboli-Calitri, Gruppo Lucano nazionale Protezione civile. Concluderà la giornata Mons. Felice Accrocca, arcivescovo metropolita di Benevento e animatore del gruppo vescovi aree interne. Un impegno, questo della Chiesa, che incrocia il percorso avviato dall’associazione Svimar presieduta da Giacomo Rosa, associazione confluita in un ampio movimento che coinvolge cinque regioni e oltre cento associazioni aggregate nella federazione.
La tappa di Agnone segue quelle di Potenza, Caserta, Pompei, Matera, Eboli. In questa prossima occasione sarà approvato un documento sulle prospettive per le Aree Interne del Sud ispirato alla Carta di Matera, da trasmettere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al gruppo interparlamentare alla Camera e al Senato.
(nella foto, la firma della Carta di Matera)