di Rosa Bianco
Oggi, 3 aprile, celebriamo l’anniversario della nascita di Alcide De Gasperi, statista lungimirante e fautore della moderna Europa. Nato nel 1881 in un Trentino ancora parte dell’Impero Austro-Ungarico, De Gasperi divenne il simbolo di un’Italia che, uscita dalle macerie del fascismo e della guerra, si rimboccò le maniche per costruire una democrazia solida e una nuova comunità internazionale fondata sulla cooperazione e sulla pace.
La sua formazione in un contesto multiculturale gli permise di sviluppare una visione politica inclusiva, incentrata sul dialogo tra le differenze e sull’unità nella diversità. Già membro del Parlamento austro-ungarico, comprese l’importanza di una politica capace di armonizzare identità diverse all’interno di un quadro unitario. Questa lezione guidò il suo impegno nella ricostruzione democratica dell’Italia e nella creazione di un’Europa unita, anticipando con il suo pensiero molte delle sfide che oggi l’Unione Europea si trova ad affrontare.
De Gasperi fu perseguitato dal regime fascista, affrontò il carcere e l’emarginazione politica, ma non rinunciò mai ai suoi ideali. Dopo la caduta del fascismo, con la fondazione della Democrazia Cristiana, lavorò senza sosta per dare all’Italia una nuova Costituzione, basata sui principi della libertà, della giustizia sociale e della solidarietà. Il suo concetto di politica non era legato all’immediato consenso elettorale, ma a una visione di lungo periodo: “Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione.”
La sua azione non si fermò ai confini nazionali. Fu tra i promotori della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, primo passo concreto verso l’Unione Europea, consapevole che solo un continente unito avrebbe potuto garantire stabilità e progresso. Nel celebre discorso “La nostra patria Europa” del 1951, sottolineò la necessità di una volontà politica comune per affrontare le sfide globali.
Oggi, di fronte a nuove crisi internazionali e all’emergere di spinte nazionaliste, il pensiero di De Gasperi ci invita a riscoprire il valore della cooperazione tra i popoli. Il suo monito “Solo se uniti saremo forti, solo se forti saremo liberi” non è solo un ideale, ma un imperativo politico per chi crede ancora in un’Europa protagonista della storia e garante di pace e benessere per tutti.
Nel ricordare Alcide De Gasperi, celebriamo non solo lo statista, ma il visionario che ha posto le basi per una politica intesa come servizio al bene comune. Il suo messaggio resta un faro per chi, oggi e in futuro, vuole costruire una società più giusta, solidale e proiettata verso il futuro. Come egli stesso affermava: “La causa dell’unificazione dell’Europa è troppo profonda e troppo nobile perché noi possiamo perderci di coraggio. I giovani debbono lavorare con fede, per quella causa, con convinzione e coraggio.”