Con il profondo restyling della rosa, e le partenze di Aloi e Silvestri, in vista della nuova stagione l’Avellino si trova a dover fare i conti con un’altra scelta importante, quella del nuovo capitano. Da sempre simbolo di orgoglio e appartenenza al mondo biancoverde, custodita nel passato da grandi uomini e calciatori, ad oggi la fascia non ha ancora un padrone vero e proprio. I primi test amichevoli hanno offerto sì qualche indicazione, ma il nuovo Avellino deve ancora ufficializzare chi avrà il privilegio e l’onore di indossare una fascia il cui significato va ben al di là della mera rappresentanza.
Per ricoprire il ruolo di capitano in una squadra, a maggior ragione in una piazza così calda e passionale come Avellino, servono caratteristiche specifiche, che toccano la sfera tecnica ma anche e soprattutto quella umana. Indossare la fascia vuol dire essere riconosciuti dalla squadra e dai tifosi come garante di un’idea e dei valori che si intendono difendere sul campo da gioco. Va da sé, dunque, che carisma e leadership giochino un ruolo di primaria importanza, così come l’anzianità.
Questi due, leadership e anzianità, sono dunque i primi due possibili parametri di valutazione nella scelta del nuovo capitano biancoverde. Il primo potrebbe portare verso una totale novità, consegnando la fascia ad un nuovo acquisto come Aya o Casarini, già capitani rispettivamente con le maglie di Fidelis Andria e Novara. I due hanno lo status da leader nel sangue e quindi l’esperienza giusta per svolgere questo delicato ruolo.
Il fattore anzianità, legato al numero di presenze, porterebbe invece ad una scelta più conservativa, ma non per questo meno appropriata. Da questo punto di vista, i possibili nomi sono dettati dai freddi numeri. Tra i possibili titolari biancoverdi il giocatore con più presenze è Fabio Tito (72 presenze), seguito da Micovschi (62) e Rizzo (57), con gli ultimi due che per età e attitudine sembrano meno indicati. In quarta posizione ci sarebbe una soluzione intrigante, quella che porta a Illanes (51), pronto a cominciare la sua terza avventura in Irpinia e forte della sua garra argentina.
Il terzo e ultimo parametro può invece essere considerato una sorta di via di mezzo tra le prime due. Esso guarda alla leadership tecnica e in parte anche al fattore esperienza, segnando però una via di rottura rispetto alla pura anzianità. In questo senso i nomi sono due, Di Gaudio (già capitano nei primissimi test) e Kanoute. Entrambi godono del riconoscimento dello spogliatoio e hanno l’esperienza necessaria per farlo. Ancora pochi giorni e il rebus sarà sciolto. L’Avellino avrà un nuovo capitano che dovrà prendere per mano la squadra e trascinarla nella nuova stagione.