Avellino, domani arriva la Turris. Braglia: “Dai miei ragazzi voglio più fame” – IL CIRIACO

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Dopo la sconfitta all’esordio, contro il Renate in Tim Cup, l’Us Avellino di mister Piero Braglia prova a rialzarsi in campionato.

Domani, infatti, il via alla Lega Pro, dopo le tante incertezze dei scorsi giorni dovute allo sciopero dell’AIC ma che , nella giornata di ieri, è stato revocato, il campionato parte.

I biancoverdi si apprestano ad affrontare la Turris: appuntamento domani alle ore 17.30 al Partenio-Lombardi. Queste le sensazioni di mister Braglia: “Stiamo lavorando per fare una grande partita: col Renate abbiamo toppato la prima mezz’ora, ma ci sta. Bisogna ritrovare l’abitudine alla gara, alla determinazione, alla voglia di far risultato. Se pensiamo di essere troppo bravi le buschiamo: l’atteggiamento conta per l’80%. Noi possiamo indirizzare i ragazzi, solo questo. La squadra è in costruzione, con quel che ha deve reagire e deve dimostrare le sue qualità. Rispetto a mercoledì avremo altri calciatori che ci daranno una mano. Col Renate non avevamo sostituzioni, Burgio poteva fare 15′ causa problema alla schiena, Maniero si è fatto male. Lui, e anche Aloi, stanno bene e sono disponibili“.

Il tecnico può influenzare l’andamento della squadra: “Bucaro, Ignoffo e Graziani inadatti? Conta come uno lavora: se hanno fatto determinate categorie o sono venuti ad Avellino vuol dire che erano risultati idonei. Poi Bucaro lo conosco personalmente, è bravo. L’allenatore, al di là del pedigree, deve dimostrare di essere bravo, che i calciatori ti vengono dietro. Bisogna resettare e dimostrare, tra l’altro vengo da un esonero che ancora mi fa girare le scatole, quindi devo dimostrare“.

La rosa, attualmente, ha degli ottimi elementi: “C’è da costruire una squadra: il gruppo si sta delineando, dobbiamo lavorare senza tante chiacchiere. A me interessa poco quel che di buono abbiamo fatto in Coppa. Abbiamo dei giocatori validi, qualcuno però deve capire che scendendo di categoria si deve correre di più. Con i nomi non si va da nessuna parte“.

Sul mercato: “Tito? Di Somma voleva frenare, sul giocatore io non avevo nessun problema. Quindi per rispetto a Salvatore non abbiamo forzato la mano: si cercava altri profili, questo sì. Silvestri e Castaldo? Di Somma me ne ha sempre parlato, ma se non ci si arriva a uno di questi obiettivi non dipende solo da noi. Non è facile comprare così tanti calciatori, pure con i cartelli, come sta facendo la proprietà, perché in Serie C di solito non si pagano i cartellini“.

Senza tifosi, soprattutto per i più giovani, bisognerà far capire l’importanza della piazza: “I tifosi ci hanno fatto capire cosa si aspettano da noi. Vogliono la maglia sudata, ed è anche il nostro obiettivo, fare il massimo. Sulle norme per lo stadio tante persone ci giocano per acquisire popolarità: hanno permesso di ammassarsi in discoteca e ora i tifosi non possono entrare allo stadio, nemmeno in impianti grandi come il Partenio. Non si può continuare  a non vivere o a vivere solo d’estate perché ci sono troppi interessi“.

Il girone resta difficilissimo: “Il Bari sicuramente è la squadra da battere, ma c’è anche il Monopoli che molti forse sottovalutano. Noi abbiamo solo bisogno di un po’ di tempo per lavorare“.

Domani arriva la Turris: “Giocano 4-3-3, in alcune amichevoli 4-3-1-2. Loro hanno entusiasmo per la promozione, e può essere un fattore decisivo nelle prime giornate. Hanno calciatori veloci, due esterni che spingono molto. Il loro allenatore parla bene di me e questo mi preoccupa, perché di solito quando fanno così riescono a fregarti… Al di là di tutto pensiamo a noi, voglio un atteggiamento diverso da parte della squadra rispetto alla gara di mercoledì, chiedo ai ragazzi più fame“.



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