come cambia il fitness in vasca

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Come cambia l’allenamento in piscina dopo il lockdown e la necessità di adottare misure anti-Covid? 

«In vasca basta il distanziamento per lavorare in sicurezza», spiega Marina Tomasoni, responsabile fitness all’Aquatic Center Montichiari (BS). «Inoltre, per garantire la massima igiene, abbiamo aumentato la concentrazione di cloro, che disinfetta (nei limiti consentiti)».

La vera sfida contro il virus si gioca negli spogliatoi e nelle docce: «Tutti devono indossare la mascherina fino al momento della doccia, prima di entrare in vasca; anche l’istruttore, che la toglie solo se fa attività, mostrando gli esercizi fuori dall’acqua. Negli spogliatoi ognuno avrà la sua panchina per cambiarsi e riporre tutto nel borsone, da lasciare poi negli spazi prediposti a bordo vasca. Stiamo valutando se, in futuro, far usare gli armadietti, che andranno disinfettati dopo l’uso», continua la trainer.

«Anche il nuoto libero sarà su prenotazione, per non più di 6-7 persone. Spetterà al bagnino controllare le distanze in corsia».

Il fitness in acqua si presta a molte varianti, senza rinunciare agli obiettivi: «I gruppi saranno ridotti, i corsi scaglionati per regolare gli ingressi e sanificare gli ambienti, si lavorerà di più nel proprio spazio d’acqua, ma prevediamo di riproporre quasi tutte le attività», precisa l’esperta.

Sì all’hydrobike, all’hydrorun con le cinture galleggianti, al corpo libero o con piccoli attrezzi, anche a circuito. No agli esercizi a coppie e alle “andature” su è giù per le corsie. Niente hydro tapis roulant, il simulatore di corsa: non si può sanificare la parte fuori dall’acqua.

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Articolo pubblicato sul n. 21 di Starbene in edicola ad agosto 2020




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