Il colpo d’occhio è di quelli che lasciano a bocca aperta, da oggi infatti il centro del palco dell’Auditorium “Vitale” del Conservatorio di Avellino è occupato dal maestoso organo Tamburini appena restaurato e presentato alla stampa stamattina (25 giugno) dal Presidente del Conservatorio Luca Cipriano, dal Direttore Carmelo Columbro, dal Presidente della Provincia Domenico Biancardi.
L’onore di dare di nuovo voce alle imponenti canne dello strumento è toccato al M° Giorgio Muto, docente del Cimarosa e notissimo interprete di partiture per organo.
Restaurato in maniera completamente artigianale, il Tamburini ha oggi un valore che si attesta, come ha spiegato il Presidente Cipriano, intorno a 200.000 euro; è pertanto l’attrezzatura più importante del Cimarosa che, lo ricordiamo, è anche il Conservatorio campano che annovera il maggior numero di allievi, tra cui quasi un centinaio di cinesi giunti qui grazie al progetto “Turandot”.
Come spiegato dal Direttore Columbro, entrato più nel tecnico a proposito dello strumento, si è ripristinata l’originaria conformazione “elettro-meccanica”, che collega cioè direttamente i tasti e i pedali dell’organo all’apertura o chiusura delle canne, in luogo di quella con la consolle staccata e collegata elettricamente. Ciò, abbinato alla ricchezza di suoni che l’organo ora può emettere, renderà di certo entusiasmanti le esecuzioni che lo vedranno protagonista, da solo o con l’orchestra, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza.
Il Presidente della Provincia Domenico Biancardi, infatti, ha auspicato proprio un pronto utilizzo del prezioso organo, sia per venire incontro alla legittima curiosità degli irpini di conoscere questa ritrovata eccellenza, sia per cavalcare l’onda del turismo post-covid che, ferme restando le necessità di garantire la sicurezza, potrebbero favorire mete come l’Irpinia per le vacanze 2020 degli italiani. A tale scopo, infatti, si è reso disponibile a collaborare immediatamente con il Cimarosa per creare concerti, anche per poche persone alla volta (la capienza in sicurezza dell’Auditorium è infatti ora di un centinaio di posti sui 400 ordinari), magari distribuite su più turni.
Alla fine la musica ha vinto, il M° Muto infatti ha dispiegato tutta la “potenza di fuoco” del Tamburini, dalle cui canne è scaturita una gamma di suoni delicati e potenti che hanno concluso l’incontro con la stampa, lasciando tutti presi dalla magia della musica e dalla magnificenza di questo meraviglioso strumento.
La presentazione dello storico organo
Lo strumento, risalente agli anni Settanta e da poco restaurato, di stile tra il rinascimentale e barocco, sia nell’aspetto, sia nelle tonalità, è stato montato e ricollocato sul palco dell’Auditorium dell’Università della Musica.
Come illustrato dal Presidente del Conservatorio “Cimarosa”, Luca Cipriano: “È l’occasione per presentare uno strumento musicale importante, che fu commissionato alla Tamburini negli anni Settanta per alcune grandi chiese italiane, quali il Duomo di Milano. Attraverso fondi del nostro Istituto, abbiamo potuto restaurare lo strumento, portandolo alla Ducato di Padova e riportandolo qui, in una nuova veste”.
L’intervento, per uno strumento storico del valore di circa 400.000 euro, si colloca nel novero delle tante iniziative intraprese dalla direzione del Conservatorio, dopo mesi di chiusura forzata: “Il Cimarosa è un’istituzione di grande prestigio e importanza, ci tenevamo a far ripartire le attività con tutte le protezioni che la legge impone. Abbiamo installato un tornello all’ingresso per la misurazione della temperatura e predisposto tutte le misure utili. Inoltre, abbiamo consentito agli studenti di poter seguire le lezioni a distanza e di poter svolgere esami online. E, presto, potremmo ripartire anche con gli eventi”.
Presente, all’inaugurazione dello storico organo “Tamburini”, anche il Presidente della Provincia, Domenico Biancardi, il quale ha sottolineato le notevoli opportunità dal punto di vista culturale: “La musica può unirci. L’organo è un fiore all’occhiello dell’Irpinia, così come anche il Conservatorio. Questo ci deve fare rendere conto delle bellezze che abbiamo qui sul nostro territorio e dei risultati che possiamo raggiungere”.
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