
«Non è un liberi tutti. I dati campani sono confortanti, ma una valutazione dell’impatto dell’inizio della Fase 2 non si avrà prima di sette giorni. La migliore misura di sicurezza, per sé e per gli altri, resta il senso di responsabilità collettivo». Roberta Santaniello, responsabile dell’Ufficio Protezione Civile della Regione Campania, fa il punto sull’avvio della Fase 2 in Campania, sulle prossime misure da adottare per sbloccare ulteriormente la ripresa economica e sociale del territorio e sulle iniziative messe in campo da Palazzo Santa Lucia.
Qual è il bilancio del primo giorno di Fase 2 in Campania?
«La Fase 2 in Campania inizia adesso per quanto riguarda alcune riaperture di attività che erano state chiuse o vietate con il lockdown, ma dal punto di vista operativo è iniziata già da tempo con un piano economico finanziario per circa un miliardo di euro che stiamo già abbondantemente realizzando, con i contributi erogati a cittadini e piccole e medie imprese. Nella giornata del 4 maggio l’attenzione è stata massima per gli arrivi in Campania, per la maggior parte legati a motivi di lavoro, attraverso un controllo alle stazioni e presidi ai raccordi autostradali grazie alla presenza di personale delle forze di polizia, delle Asl e della Protezione civile. Non abbiamo riscontrato particolari criticità. Chiunque provenga da altre regioni viene testato attraverso il controllo della temperatura corporea e i test rapidi. Ne abbiamo circa 10mila da effettuare nei primi giorni, dando precedenza a coloro i quali dovessero avere una temperatura corporea superiore a 37,5 gradi. Sono stati intercettati alcuni casi relativi di persone risultate positive ai test rapidi, che saranno sottoposte a tampone, ma nulla di preoccupante. La curva del contagio ci dice che i numeri sono molto bassi, e questo è chiaramente frutto delle misure adottate dalla Regione Campania. Si riparte ma lo si fa con la massima attenzione per chi è in Campania e per chi ci ritorna. Non va dimenticato l’obbligo della mascherina per tutti i cittadini, ne abbiamo distribuite oltre 4 milioni a tutte le famiglie per persone adulte, ed in questi giorni terminerà anche la distribuzione di mascherine per bambini per un totale di oltre 6 milioni di dispositivi messi a disposizione dei cittadini campani».
La riapertura principale ha riguardato attività produttive, come fabbriche e aziende. A quando una ripresa totale anche del commercio al dettaglio?
«Hanno aperto battenti moltissime fabbriche. Il controllo all’interno degli stabilimenti è demandato principalmente ai datori di lavoro e comunque le prescrizioni dei codici Ateco sono chiarite da misure nazionali. Siamo in confronto costante con tutte le parti sociali e tutte le categorie anche per permettere all’Unità di crisi regionale di valutare criticità ed eventuali provvedimenti settore per settore. Siamo partiti dalle categorie generali come trasporto pubblico locale, associazioni dei costruttori, Confindustria, sindacati. Continueremo nel prossimo fine settimana con le associazioni di ristoratori in vista delle riaperture possibili previste per fine maggio e quindi per condividere protocolli di sicurezza per operatori e clienti, e ad inizio della prossima settimana proseguiremo con estetisti, parrucchieri e barbieri. A tutti abbiamo indicato tre macrodirettive da rispettare: informazione e controllo del dipendente che entra a lavoro, a partire dallo screening sanitario rispetto ai sintomi del virus che tutti conosciamo. Poi l’adozione di misure di sicurezza per i lavoratori come distanziamento sociale e obbligo di dispositivi minimi di protezione individuale, ed infine il controllo di accessi esterni ai luoghi di lavoro».
Ieri molta gente si è riversata in strada, seppure in modo molto ordinato. Non credete sia passato il messaggio sbagliato del liberi tutti nonostante la pandemia sia ancora in corso?
«C’è sicuramente una grande stanchezza da parte dei cittadini dopo due mesi di chiusura forzata in casa dunque la voglia di evasione è umanamente comprensibile. Ma non è un liberi tutti, da oggi si può fare poco in più rispetto a quanto si poteva fino al 3 maggio. Le limitazioni delle uscite restano legate a motivazioni specifiche e su questo le forze dell’ordine dovranno fare controlli attenti. Certamente è garantita la mobilità dei cittadini per tutte quelle che sono state individuate come necessità, con l’obbligo di indossare la mascherina che è l’elemento di protezione principale da avere per difendere noi stessi e gli altri. Le ordinanze sono chiare, si parla di mobilità individuale al netto della necessità di una madre di accompagnare magari il proprio bambino fuori casa. La regola principale di questa emergenza, più di ogni ordinanza e di ogni dpcm, è il senso di responsabilità collettivo».
Qual è il timing che la Regione si è data per valutare gli effetti della ripartenza ed eventuali conseguenti misure o nuovamente restrittive o invece maggiormente flessibili?
«Il monitoraggio della curva dei contagi è costante. E’ chiaro che gli impatti dell’avvio della fase 2 si vedranno non prima di sette giorni. Ci auguriamo di non registrare aumento di casi Covid, ma in ogni caso il dato sarà letto e studiato dagli esperti. Noi siamo pronti sia da un punto di vista sanitario che amministrativo a tornare indietro o, questo è l’auspicio, a fare passi avanti con altre aperture per un ritorno alla normalità sempre più vicino».
