Covid center al “Landolfi”: monta la protesta a Solofra – IL CIRIACO

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La trasformazione momentanea del “Landolfi” di Solofra in Covid Center continua a far discutere. Mentre prosegue il braccio di ferro tra il dg dell’azienda ospedaliera “Moscati” Renza Pizzuti e i sindaci di Solofra, Montoro e Serino, Michele Vignola, Girolamo Giaquinto e Vito Pelosi, i solofrani non ci stanno e annunciano una protesta pacifica.

Da domani infatti nel plesso ospedaliero della Città della Concia, che serve l’intera popolazione della Valle dell’Irno,  saranno attivati circa 40 posti letto, individuati al secondo piano del presidio solofrano, a pazienti positivi al nuovo Coronavirus meno complessi (i paucisintomatici). Il personale medico e infermieristico delle Unità operative di Chirurgia generale, Pediatria e Ginecologia sarà temporaneamente trasferito alla Città ospedaliera di Avellino. Nell’area Covid del “Landolfi” saranno in servizio i dirigenti medici e gli infermieri attualmente assegnati all’Unità operativa di Medicina generale dello stesso presidio, ai quali andranno ad aggiungersi 3 medici specialisti messi a disposizione dalla Protezione Civile Nazionale, 4 assunti con contratti di collaborazione, nonché alcuni dirigenti medici specialisti di Contrada Amoretta. Nel presidio di Solofra resteranno anche regolarmente attive tutte le attività di servizio: Radiologia, Laboratorio Analisi, Farmacia, nonché l’Unità operativa di Dialisi e il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Asl Avellino.

Una trasformazione dell’ospedale, che sarà svuotato delle sue funzioni principali, contrastata da cittadini e sindaci, in particolare Vignola  che ha chiesto, in qualità di massima autorità sanitaria del territorio, di ricevere copia di ogni idonea documentazione, e segnatamente del parere e dei verbali della Commissione Tecnica Multidisciplinare dell’Asl, organo competente a tali accertamenti, minacciando anche denunce per omissione di atti di ufficio. Una richiesta a cui l’azienda “Moscati” ha già risposto, come riportato da Il Mattino, sostenendo che il plesso rientra nella fattispecie delle strutture che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo e/o diurno. E che i pazienti con sintomatologia Covid ospedalizzati si configurano come degenti ordinari, le cui patologie sono assolutamente compatibili con le attività sanitarie già svolte e autorizzate presso l’ospedale di Solofra. Ma la cittadinanza non si arrende e annuncia una protesta pacifica, proprio a partire da domani, organizzata dal Comitato “Salviamo il Landolfi”.

«Una decisione che era chiaramente premeditata e la recrudescenza pandemica è stata l’occasione giusta per smantellare il nostro presidio sanitario locale. A fronte di ciò, i Sindaci Vignola, Giaquinto e Pelosi hanno duramente attaccato la direzione generale del Moscati, sottoscrivendo un dettagliato documento dove si chiedeva su quali basi tecniche, logistiche, igienico-sanitarie reggeva la scelta di rendere il “Landolfi” Covid-hospital. Ci si fa scudo della pandemia pur di celare una precisa volontà di affossare una storia lunga 132 anni- scrive il Comitato- La battaglia è ancora lunga e continuerà a suon di PEC e carte bollate, sul piano istituzionale e legale, sia da parte dei Sindaci che del nostro Comitato, che già ha provveduto ad inviare una dettagliata relazione al difensore civico della regione Campania che riveste anche la carica di Garante del diritto alla salute. Intanto, da domani e fino al 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti, a seguito delle restrizioni imposte dall’ultimo DPCM e dalle ordinanze regionali, ci recheremo di volta in volta presso l’ospedale “Landolfi” per deporre simbolicamente un fiore alle sue porte».

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