Del Fes completamente allo sbando, la società si faccia sentire

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Contro Ragusa è arrivata l’ennesima sconfitta della Del Fes Avellino, la quarta in cinque giornate di campionato. Il progetto Del Fes doveva segnare la rinascita del basket irpino, capitolato con la morte della Scandone. Gianluca Festa decise di salvare quella Scandone affossata dai debiti nel 2019, tra la rabbia di Ciro Melillo e l’incredulità di molti. Una squadra che per due anni ha arrancato ed è retrocessa, fino al prevedibile fallimento di questa estate. È per questo che quando si decide di iniziare un nuovo progetto, senza più lodi, debiti e penalizzazioni, è un dovere categorico rispettare le ambizioni e offrire quantomeno uno spettacolo degno ai numerosi appassionati ancora scottati dalle vicende Scandone. E invece così non è.

Nessuna presentazione ufficiale, nessuna dichiarazione della società se non da coach Robustelli ad ogni giornata nel pre e post gara. Il presidente Canonico è il primo che dovrebbe prendere atto di questa situazione e parlare pubblicamente. Da parte sua invece c’è un immobilismo preoccupante: messaggi e richieste di interviste dalla stampa completamente ignorate, nessuna comunicazione sui suoi canali social se non un timido messaggio all’inizio della stagione. È chiaro che non è possibile sapere nei dettagli la mole del lavoro svolto sotto traccia, ma è altrettanto chiaro che in questo momento delicato il tifoso merita risposte. Soprattutto quando la società stessa invita il pubblico allo stadio con prezzi fuori standard per la Serie B, considerando anche un anno e mezzo di pandemia.

Dall’acqua calda che manca nelle docce, ai pessimi risultati sul campo, passando per la multa inflitta dal Giudice Sportivo, tutto ciò dopo nemmeno un mese dall’inizio del campionato. La società si faccia sentire.

 



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