
“Far ripartire subito i servizi sociosanitari e in totale sicurezza. Le Asl sono in ritardo”. Lo ha detto il Garante dei Diritti delle persone con Disabilita’ della Regione Campania, Paolo Colombo. “E’ gia’ passato piu’ di un mese dal Decreto dirigenziale – ha affermato – con il quale la Regione Campania aveva stabilito il riavvio dei servizi sociosanitari erogati dai Centri di Riabilitazione e dalle Cooperative rivolti alle persone con disabilita’”. “Ad oggi la maggior parte dei servizi non sono ripartiti – ha aggiunto – e questo non per volonta’ delle persone con disabilita’, delle loro famiglie e degli Enti Gestori, ma perche’ le Asl non hanno ancora provveduto alla somministrazione regolare di test diagnostici a scopo preventivo a tutte le persone con disabilita’, a prescindere dal riscontro di un operatore o di una persona con disabilita’ e/o familiare positivo al coronavirus”. “Qualche Asl, Caserta e Avellino, si e’ mossa solo in questi ultimi giorni – ha proseguito – avviando i controlli, ma solo per le persone con autismo e per gli operatori dei centri per la ripresa dei trattamenti Aba (Analisi applicata del comportamento) che sono stati sottoposti a tampone”. “E’ necessario, invece, estendere questa buona prassi a tutte le persone con disabilita’ residenti in Campania, evitando cosi’ qualsiasi forma di discriminazione – ha sottolineato – Ad oggi, infatti, tante famiglie e persone con disabilita’ stanno facendo sacrifici e questi non possono essere resi vani solo perche’ le Asl non hanno ancora avviato le procedure dovute, che permetterebbero alle persone di poter riprendere in sicurezza la loro quotidianita’, tornando a frequentare i centri diurni sociali e sociosanitari”. ?”La ripresa dei servizi semiresidenziali, delle prestazioni riabilitative dell’assistenza domiciliare, dei Progetti Terapeutico-Riabilitativi individuali (Ptri) devono avvenire in totale sicurezza – ha concluso – attuando i protocolli come previsto dallo Decreto del Presidente del Consiglio del 17 maggio e dal Decreto del Presidente del Consiglio del 26 aprile”
