
“Noi consiglieri del gruppo consiliare di Cesinali, Giovani per la Valle del Sabato, siamo turbati dall’atteggiamento dei primi cittadini delle comunità di Avellino e Mercogliano e sentiamo di raccogliere e dare man forte all’istanza che coinvolge tutti i territori interessati dagli atti criminosi contestati nel processo Clan Partenio 2″, lo dichiarano Giovanni Frulio, Vittorio De Girolamo, Carmen Galluccio.
“I sindaci delle comunità più rilevanti nella triste vicenda, Avellino e Mercogliano, scelgono di non costituire i Comuni come parte civile nel processo – ricordano. Gianluca Festa ad Avellino e Vittorio D’Alessio Sindaco a Mercogliano riflettano bene su ciò che stanno scegliendo di ignorare. Così stanno ignorando l’arrivo nel capoluogo del procuratore Giovanni Melillo, del procuratore aggiunto della DDA, Giovanni Cunzo, e dei sostituti procuratori Henry John Woodcock, Luigi Landolfi e Simona Rossi. Ignorano il lavoro dei magistrati D’Onofrio e Cantelmo ma, soprattutto, ignorano il malaffare, l’usura, le estorsioni, i luoghi di incontro che nei due comuni (ma non solo) erano fucina di disegni criminali che solo il tempo, la giustizia e la cultura potranno allontanare definitivamente dalla società civile”.
“Tempo, giustizia e cultura. Senza anche uno soltanto di questi elementi nulla cambia e sarà destinato soltanto a permanere o ripetersi nuovamente – sottolinea. Ecco che allora è necessario insistere su tutti i fronti, è necessario non risparmiarsi in una lotta che deve coinvolgere tutti, dal singolo individuo alle istituzioni. Avellino, Mercogliano ed ogni altro comune interessato dalla vicenda, pensiamo a Montella, Monteforte, Serino, Pratola Serra ecc., devono costituirsi parte civile in questo processo. Altrimenti saremo legittimati a pensare che gli interessi dei clan siano sovraordinati a quelli della cittadinanza. Il sindaco Festa faccia il primo passo”, concludono.
