
Il Movimento cinque stelle ha deciso di correre da solo per le elezioni regionali della Campania ma, almeno in Irpinia, rischia di perdere pezzi.
Naufragata la possibilità di costruire, intorno alla figura del Ministro all’Ambiente Sergio Costa, un percorso politico di condivisione programmatica con il Pd e con le forze di centrosinistra, sulla falsa riga del governo nazionale, con l’ufficializzazione della maxi coalizione di diciotto liste a sostegno del Governatore uscente Vincenzo De Luca, nemico numero uno dei Cinque Stelle, il Movimento va avanti per la sua strada e la prossima settimana sceglierà sulla piattaforma Rousseau il proprio candidato alla Presidenza.
Una corsa in solitaria su cui, solo qualche anno fa, la base pentastellata non avrebbe nutrito alcun dubbio, ma che oggi invece, dopo le due sperimentazioni di alleanze di Governo, prima con la Lega poi con il Pd, non convince tutti e rischia di minare il Movimento al suo interno.
Anche tra i quattro candidati irpini del Movimento cinque stelle, c’è chi storce il naso. Vincenzo Ciampi affida ai social il suo commento sulla decisione ufficializzata giovedì dal Blog delle Stelle. Parole che lasciano presagire la possibilità che l’ex sindaco di Avellino possa ritirare la sua candidatura. «Ho partecipato alle “regionarie” su Rousseau senza conoscere né lo scenario politico né il candidato Presidente. Ma confidavo dentro di me in Costa candidato. Non era e non è una questione di nomi, ovviamente. Bensì di progetto. Confidavo in un progetto di cambiamento reale, effettivo per la mia Regione» scrive Ciampi secondo il quale a non voler buttare il cuore oltre l’ostacolo non è stato solo il Nazareno, ma anche il Movimento romano. «Non è stato in grado di dar luogo, in Campania, ad un progetto nuovo capace di segnare una discontinuità netta con il passato, con i Mastella, i De Mita, i Cirino Pomicino, i De Luca. Un Movimento, immagino per equilibri romani, che ha mollato la Campania a De Luca arrendendosi, senza combattere, al Pd. Delusione, amarezza e abbandono sono stati i sentimenti che mi hanno accompagnato nelle ultime settimane man mano che il progetto Costa svaniva. Siamo al Governo del Paese, siamo maggioranza relativa in Parlamento e la Campania doveva essere un obiettivo primario per il Movimento. Da attivista – scrive ancora-mi sono speso per portare il Movimento al Governo, ma adesso non percepisco un Movimento che si spende seriamente per prendere il Governo della mia regione. Sono andato a fare il sindaco di Avellino contro tutti, forte di un consenso popolare all’improvviso espressosi liberamente. Ma noi non volevamo fare inciuci. E anche quelli che sono sembrati a livello nazionale inciuci erano invece intese per portare a termine i nostri progetti. Noi andiamo avanti senza inciuci locali per la nostra strada, la storia del movimento parla per noi».nLa volontà di correre da soli era già stata espressa dalla maggioranza della base campana dei pentastellati nell’incontro napoletano avuto prima dello scoppio della pandemia. Come ricorda un’altra dei candidati irpini, Carmen Bochicchio. «E’ una scelta comunque consapevole, alla fine gli eventi hanno dato ragione alla nostra base – spiega – il M5S è sempre stato chiaro sulle sue posizioni, quelle di una grande forza politica che a livello nazionale, per provare a cambiare il Paese, ha dovuto coalizzarsi con le forze politiche che ne hanno condiviso il programma. È stato fatto un tentativo anche qui, ma non per creare un’ammucchiata bensì per sedersi intorno ad un tavolo e mettere insieme punti programmatici su cui provare a fare sintesi. Con il Ministro Costa avevamo proposto una candidatura apicale di garanzia e di spessore che, nel segno della discontinuità con i cinque anni di governo De Luca, avrebbe potuto interpretare al meglio un progetto di cambiamento. Non è stato possibile ma siamo pronti a correre da soli. Dobbiamo guardare al futuro della Campania, ai prossimi cinque anni che saranno duri anche a causa della crisi economica dovuta al Covid». Un dialogo con altre forze politiche, eventualmente, partirà da un punto fermo e cioè il candidato presidente che sarà votato su Rousseau, tra i nomi in corsa la capogruppo uscente Valeria Ciarambino, sulle cui linee programmatiche eventualmente trovare convergenze. «Sarà una sfida difficile, soprattutto per le aree interne come l’Irpinia – conclude Bochicchio – che come sempre batteremo palmo a palmo, per dare quelle risposte che in cinque anni di governo De Luca non hanno mai avuto. Ora tocca a noi». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Maura Sarno. L’ex assessore alle attività produttive non nasconde un pizzico di amarezza, ma non ha dubbi sulle responsabilità politiche del mancato accordo. «L’idea di replicare lo schema nazionale era auspicabile, anche per dare una continuità politica sulla scia delle riforme che si stanno portando avanti a Roma- spiega Sarno- ci avevamo creduto, arrivando a proporre un nome di indubbio valore alla guida di un percorso di cambiamento, quale quello del Ministro Costa. Il Partito democratico però ha preferito buttarsi sul carrozzone di chi, almeno apparentemente, in questo momento ha il vento in poppa. E’ evidente che la storia non insegna nulla. Nel 2018 alle amministrative di Avellino successe lo stesso: il carrozzone diciamo che non porta bene. De Luca potrà anche avere successo elettorale, dubito che lo stesso avvenga per i suoi candidati in particolare nelle zone interne della Campania. Era un dovere costruire l’alternativa a cinque anni di governo fallimentare, ma evidentemente il Pd non ha voluto cogliere la sfida di un dialogo e di un filo conduttore comune tra Napoli e Roma». Chi invece auspicava una corsa in solitaria è Generoso Testa, candidato espressione del Meetup. «Una decisione in coerenza con il grande lavoro svolto dai nostri consiglieri in cinque anni di opposizione a De Luca- è il commento di Testa- correre da soli significa guadagnare in termini di credibilità e possibilità di portare avanti i nostri principi senza dover negoziare nulla. E’ una scelta che risulta ovvia, ancor di più per l’Irpinia. Un esempio su tutti la difesa dell’acqua, delle nostre fonti, di cui i consiglieri regionali irpini fino ad ora non si sono mai occupati. La lista del Movimento si presenterà da sola, poi eventualmente si potrà valutare se altre forze politiche condividono il nostro programma. E’ evidente che c’è una difficoltà oggettiva ad incontrarsi, a causa dell’emergenza sanitaria, una mancanza di contatto con i cittadini che per noi è stata deleteria. Ora dobbiamo recuperare il tempo perso per scrivere una nuova pagina per la Campania».
