l’emergenza idrica ha reso disumana la vita nel carcere. Si organizzino consigli comunali monotematici – Corriere dell’Irpinia

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“Il grande pensatore illuminista Voltaire raramente viene ricordato per le sue invettive contro le Carceri disumane,
ma, non potremmo trovare parole più adeguate, per parlare della difficile situazione in cui, da molto mesi vivono i detenuti delle Case Circondariali di Avellino ed Ariano, senza acqua per 10 ore al giorno, dalle 17 del
pomeriggio alle 7 del mattino successivo”. E’ un appello forte quello che arriva dal Comitato “Uniamoci per l’acqua”, che unisce la sua voce a quella del Garante per le Persone private della Libertà di Avellino, Carlo Mele, che in una recente intervista ha condannato questa tragica situazione che può essere considerata una grave violazione del Diritto alla Salute, oltre che una totale mancanza di rispetto, nei confronti di chi già vive una difficile realtà quotidiana.

“La grande emergenza idrica della nostra Provincia, divenuta ormai una triste realtà, che sembra non voler trovare alcuna soluzione in tempi brevi – si legge nella nota – si è rivelata in tutta la sua gravità, arrivando a rendere inumana la vita di tanti detenuti. Il Comitato Uniamoci per l’Acqua, ribadisce la necessità che le Cittadine ed i Cittadini Irpini, vengano ascoltati, ormai stanchi di dover vivere in situazioni di grave precarietà idrica, a causa delle continue inadempienze di chi da decenni sta disperdendo una delle più grandi nostre ricchezze, l’Acqua delle nostre sorgenti. Per questo invitiamo a richiedere Consigli Comunali monotematici sulla situazione idrica, nelle varie realtà Irpine, per chiedere che gli Amministratori e i Consiglieri di opposizione, diano risposte chiare e si impegnino a organizzare un incontro plenario dei Sindaci, per confrontarsi con l’Amministratore dell’ Alto Calore ed ottenere risposte concrete e fattive”.



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