
Un’area di circa 40mila metri quadrati, di cui 14.000 coperti, l’impegno di 150 persone tra tecnici e operai la cui formazione avverrà attraverso stage in Italia e in Germania nei prossimi due anni. E poi cinque linee produttive completamente automatizzate con macchine per ogni linea per un investimento totale di 52 milioni di euro e un fatturato a regime di circa 70 milioni di euro. E’ riassunto in questi dati il piano quinquennale dell’operazione Sai, Schlote Automotive Italia, la Newco protagonista di una eccezionale convergenza di investimenti italiani ed esteri di importante rilevanza tecnologica nel campo dell’automotive. Il progetto e’ stato illustrato nella suggestiva cornice dell’Abbazia del Goleto che si trova nel territorio Sant’Angelo dei Lombardi, in Irpinia, la cosiddetta zona del “cratere” che fu devastata, esattamente 40 anni fa, dalla furia distruttrice del terremoto del 23 novembre 1980. Un territorio in cui si e’ dato spazio all’industria, più che all’agricoltura, con una serie di investimenti non sempre produttivi ma utili per attingere ai fondi statali, da parte di imprenditori con la mentalità del “mordi e fuggi”.
La collaborazione tra il gruppo leader tedesco nelle lavorazioni meccaniche di precisione e componenti per telai e trasmissioni di auto Schlote, la società tedesca del gruppo cinese Baic, la Bohai Trimet specializzata nella produzione di componenti per il comparto automotive e Sirpress, azienda italiana del gruppo Sira Industrie, leader nella produzione di stampi e getti pressofusi in alluminio per automotive.
Tanti stabilimenti vuoti nell’area industriale dell’Alta Irpinia dove ora sorgerà la Schlote Automotive Italia. Ne hanno parlato, durante un convegno di alto livello, imprenditori ed esperti, accolti dal padrone di casa Ciriaco De Mita, il 92enne sindaco di Nusco, territorio su cui si realizzerà la nuova realtà industriale. Presenti Jurgen Schlote, presidente di Schlote, Luigi Mattina, Ceo di Bohai-Trimet e Valerio Gruppioni, presidente di Sira Industrie. Con loro Roberto Napoletano, direttore del Quotidiano del Sud, Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria con delega alle filiere e alle medie imprese, Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica). Per conto di Bohai Trimet, la Schlote Automotive Italia eseguirà le lavorazioni meccaniche su getti pressofusi che confluiranno negli stabilimenti Magna Pt di Bari per essere poi sottoposti ad assemblaggio e distribuzioni alle principali case automobilistiche.
Il progetto e’ nato prima della diffusione della pandemia, e mentre l’Italia era in pieno lockdown, ad aprile scorso, veniva acquisito lo stabilimento nel nucleo industriale di Nusco per avviare l’impresa. Il prossimo 1 ottobre la Schlote Automotive Italia entrera’ in produzione. La newco del settore automotive che sarà impegnata in lavorazioni meccaniche, lavaggio, impregnazione, assemblaggio, prova di tenuta e controllo qualità dei prodotti pressofusi forniti da Siripress, prevede a pieno regime 150 addetti altamente specializzati. “Da più di 50 anni ci occupiamo di componenti di precisione e la nostra missione e’ avere successo con tecnologie innovative – spiega il presidente del gruppo tedesco, Jurgen Schlote – e siamo qui per costruire qualcosa in più, vogliamo installare nuove tecnologie. Lo stabilimento di Nusco verra’ sviluppato per una capacita’ produttiva di un milione di pezzi all’anno“. Quarantamila metri quadrati, di cui 14mila coperti, 150 tra tecnici e operai che verranno formati con stage in Italia e in Germania, 5 linee produttive completamente automatizzate, 10 macchine per ogni linea: sono questi i numeri del piano quinquennale dell’operazione Schlote Automotive Italia che per conto di Bohai Trimet eseguirà le lavorazioni meccaniche sui getti pressofusi realizzati da Sirpress che confluiranno negli stabilimenti Magna PT a Bari, per essere sottoposti ad assemblaggio e distribuzione alle principali case automobilistiche. “Ci voleva coraggio, Covid o non Covid – sottolinea il presidente di Sia Industrie, Valerio Gruppioni – se l’immobile è stata acquistato durante il lockdown, la volontà era davvero forte e i tempi per la produzione stretti. Da ottobre ci sarà un polo che potrà rifornire il meridione ma potrà anche esportare, come stiamo facendo in Germania”.
