“Mai negato il confronto. La sede attuale del “De Luca” è una delle migliori: la Provincia risponde al liceo artistico – IL CIRIACO

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«La sede della Provincia non è mai cambiata, è sempre a Piazza Libertà e la porta è sempre aperta a tutti per il confronto». Girolamo Giaquinto, consigliere provinciale con delega all’edilizia scolastica, replica così alla lettera che nella giornata di ieri la comunità del liceo artistico “De Luca” ha inviato al Presidente della Provincia Domenico Biancardi (leggi qui), denunciando i mancati lavori nella sede storica di via Tuoro Cappuccini, chiusa dal 2016 quando, dopo il sequestro degli immobili scolastici di via De Conciliis che ospitavano il liceo scientifico “Mancini”, iniziò il risiko degli istituti superiori con il trasferimento del liceo artistico in via Scandone con la promessa di iniziare subito i lavori di riqualificazione del vecchio plesso.

«Il “De Luca” a seguito degli spostamenti che effettuammo quando ci fu il sequestro del liceo scientifico “Mancini”, seguendo il principio un istituto una sede, è stato trasferito nel plesso di via Scandone che mi sembra una delle migliori strutture che abbiamo in città» prosegue Giaquinto che precisa «ricordo a tutti che nessuna istituzione scolastica è proprietaria del bene che la ospita: la proprietà degli edifici è dell’ente Provincia che li attribuisce alle varie unità scolastiche a seconda delle varie esigenze». Il consigliere non fa mistero di non aver gradito i toni dell’appello della scuola: «è giusto rivendicare, ma la modalità è importante. Non ritengo corretto chiedere sacrosanti chiarimenti e confronto con l’istituzione provinciale, anche in merito alle intenzioni future, in maniera così plateale. La Provincia si trova sempre a Piazza Libertà e le porte sono aperte a tutti per un confronto costruttivo non per plateali dimostrazioni di esistenza che, con molta onestà, soprattutto in questo periodo particolare, ritengo siano modalità populistiche da lasciarsi alle spalle. L’idea che l’istituzione è sempre matrigna a prescindere, non va bene. E’ un gioco che ha già prodotto troppi danni in passato. Noi come sempre siamo impegnati quotidianamente a lavorare per la comunità come abbiamo sempre fatto, convinti e consci che la nostra azione amministrativa può sempre essere migliorata ma è seria, costante e non plateale».

L’occasione per la replica, la conferenza stampa ospitata da Palazzo Caracciolo per presentare il programma di iniziative dedicato a Vincenzo Galiani, intellettuale e patriota nato a Montoro Superiore il 22 marzo 1770 e morto a Napoli il 18 ottobre 1794.

Giaquinto, in qualità di sindaco di Montoro, affiancato dall’Assessore alla Cultura Raffaele Guariniello, dal Consigliere Nunzio Fiorillo, dal regista Gaetano Stella e dall’erede di Galiani, il medico legale Elena Picciocchi, ha ricordato la storia dell’eroe montorese che aderì alla Società Patriottica Napoletana nel 1793 e l’anno successivo, a seguito di una scissione, a Repubblica o Morte, organizzazione che fu repressa duramente e Vincenzo Galiani, costretto alla fuga, fu arrestato a Civitavecchia ed estradato a Napoli. Ad agosto dello stesso anno, difeso da Mario Pagano, fu processato e condannato a morte.

«È il terzo livello del Poc Regione Campania che per la prima volta ha visto Montoro essere premiata con un contributo. Un Poc – ricorda il sindaco – che abbiamo strutturato su tre livelli, il primo sulla valorizzazione della nostra tradizione contadina attraverso l’elemento centrale della cipolla ramata, il secondo sul recupero delle nostre tradizioni folcloristiche nel periodo carnevalesco con maschere e piatti tipici, ora siamo al terzo step che è quello che dedichiamo alla memoria montorese ma richiamando l’attenzione di tutti i giovani irpini, valorizzando e ricordando la figura storica importante del martire della rivoluzione Vincenzo Galiani. Lo faremo attraverso una rievocazione della vicenda finale della propria vita, il processo e poi la condanna a morte. L’intento dell’amministrazione è quello di rinvigorire la memoria storica raccontando le origini del territorio e quanto questo ha contribuito all’evoluzione di momenti storici fondamentali».

Si dice entusiasta dell’iniziativa l’erede di Galiani, il medico legale Elena Picciocchi: «parliamo di una delle personalità più rappresentative di Montoro, c’è una lapide nella piazza centrale di frazione San Pietro che ricorda la figura eroica di questo giovane 24enne. Un’iniziativa che, in qualità di discendente di Galiani per parte di nonna materna, mi rende particolarmente entusiasta. Ricordarlo significa trasmettere il messaggio che il sacrificio di un eroe così giovane non è stato vano. Significa insegnare ai ragazzi un messaggio di libertà, il principio per il quale si è sacrificata la vita di un giovane come Galiani. Il suo è un esempio di libertà di scelta, di pensiero e di azione: è la dimostrazione che la libertà è autodeterminazione. Ed oggi è un valore quanto mai necessario».



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