Menotti Sanfilippo: “Né io né gli altri imprenditori coinvolti faremo nulla che possa ostacolare la Scandone” – IL CIRIACO

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La Pallacanestro Avellino rimane fedele a se stessa. Questo è quello che si evince dalle parole di Menotti Sanfilippo, che abbiamo intercettato per confermare le indiscrezioni riportate ieri sera. Il progetto del quale, ad oggi, si conoscono solo le identità dell’ex protagonista della cavalcata Scandone di fine secolo scorso e di inizio 2000 e di Emilio De Vizia, è nato per creare una piattaforma sociale in Irpinia e l’occasione e la volontà di partecipare al prossimo campionato di A2 era solo e unicamente vincolata alle difficoltà della Scandone e di Sidigas.

 

Il comunicato dell’altro ieri spiegava chiaramente le vostre intenzioni. Oggi, alla luce della possibile offerta della Scandone per il titolo di Roseto, come vi muoverete?

“Il progetto andrà avanti rispettando i principi fondatori di questa associazione. L’offerta per il titolo ai Roseto Sharks è stata una cosa nata successivamente rispetto alle linee guida della fondazione. L’offerta era figlia delle difficoltà della Scandone che sembrava non poter avere una progettualità. Avere un titolo, però, non è obbligatorio per andare avanti e nel momento in cui la Scandone dimostra di aver risolto i suoi problemi e di essere pronta a fare un’offerta noi ci tireremo indietro”

In questo momento quindi vi tirate fuori dalla corsa?

“Se è vero, come pare, che la Scandone è pronta a inserirsi, senza alcun dubbio sì. Né io né gli altri imprenditori coinvolti faremo mai niente che possa ledere la Scandone, che rimane la storica società di Avellino e che ha una grande storia”.

Ma in qualche modo questo cambio di registro da parte della Scandone la sorprende?

“Evidentemente ci sono stati cambiamenti. Non so se mi sorprende ma sicuramente se lo avessimo saputo prima non ci saremmo mossi per il titolo di A2 ma solo per quanto concerne i canoni che ci guideranno in questo progetto imprenditoriale”

Tornando al vostro progetto, l’altro giorno vi siete presentati al pubblico. Oltre a lei e De Vizia quante forze imprenditoriali sono in campo?

“Ci sono stati contatti, presi soprattutto da De Vizia, in ambito industriale. Avevamo avuto molte adesioni già prima di avanzare l’offerta a Roseto. Quando cominceremo la nostra attività ci saranno tutti i nomi e le facce degli imprenditori coinvolti”.

È possibile che accantonando la possibilità della A2 il progetto perda un po’ di interpreti?

“Non è detto che ci siano imprenditori di meno. Anzi io credo sia molto interessante creare una base importante a livello sociale, ed inoltre per fare le cose per bene ci vogliono comunque investimenti importanti ai quali siamo pronti. Il nostro progetto seguirà il percorso per cui era stato creato e siamo contenti di poter ricominciare a vedere la pallacanestro ad alto livello tramite la Scandone”



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