
Avellino – “Ci sono momenti in cui le parole scritte urgono e questo è, per me, uno di quei momenti”. Comincia così un lungo post pubblicato sulla propria pagina facebook da parte di Enza Amborsone. L’ex consigliere comunale si rivolge a Carmine Montanile che ieri ha ufficializzato il suo ritorno nell’area che fa capo a Umberto del Basso De Caro e Livio Petitto, abbandonando l’esperienza al fianco di Maurizio Petracca.
Nel suo post, la Ambrosone ricorda il percorso politico intrapreso insieme a Montanile negli ultimi anni, fino alle elezioni del 2019 quando, all’interno della lista “Laboratorio Avellino”, hanno sostenuto la candidatura di Luca Cipriano.
“Caro Nino,
quando insieme abbiamo dato vita all’esperienza di Irpinia di Base parlavamo di una politica che metteva al centro la comunità fatta di persone ancorate ad un luogo, dove le relazioni autentiche costituivano il propulsore per immaginare un cambiamento possibile.
Nella nostra semplicità volevamo essere megafono di un messaggio rivoluzionario. Non abbiamo temuto di affrontare i giudizi trancianti, avevamo intrapreso un percorso di chiarezza nella trasparenza, autentico e gratuito.
Ho letto della tua conferenza stampa. Ho avvertito un senso di smarrimento.
Della chiarezza di un tempo, non ho trovato traccia. Del coraggio delle scelte definitive, neanche.
Ritengo tutt’ora che una scelta, ancorchè difficile, debba avere ricadute chiare nelle istituzioni nelle quali siamo chiamati a svolgere le funzioni che ci sono state attribuite. Non si può rimanere su quella finestra della quale parlavamo un tempo.
Dovere di lealtà, anche nei confronti di quanti hanno concorso a determinare una elezione allestendo una lista nella quale uomini e donne si sono spesi, impone decisioni definitive.
Non si può essere insieme consigliere di maggioranza e di minoranza né, meno che mai, essere consigliere e basta.
Lo dice la norma.
Il consigliere di minoranza svolge con responsabilità e chiarezza, con una posizione dialettica e politica diversa, il compito di controllo e di stimolo nei confronti dell’amministrazione che ha il dovere di amministrare.
Strano, stamane mi trovo a dover rispondere al telefono, mi chiedono spiegazioni.
Dovrei trovare le parole giuste, quelle che avresti dovuto dirmi tu. Quelle che parlano prima di un rapporto di amicizia. Parole che avrebbero dovuto spiegare, con sincerità, quale è stato il cortocircuito, parole vere.
Parole che non ci sono state e che lasciano un vuoto che mi addolora.
Dicono che la politica è così, passa sopra i sentimenti, le persone, i rapporti …. e forse è proprio per questo che alimenta la disaffezione.
Io non mi rassegno”.
