Qual è il grado di “tifo biancoverde” tra i banchi del Comune di Avellino? Ecco i consiglieri ‘malati di Lupi’ – Corriere dell’Irpinia

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Mini sondaggio tra i banchi del Comune di Avellino, per capire il livello di “tifo” dei nostri consiglieri, pescando a caso tra maggioranza e opposizione. A tutti abbiamo fatto le stesse 6 domande: 1) Che ‘grado’ di tifoso sei: freddo, tiepido o caldo? 2) In consiglio comunale chi è il più sfegatato? 3) Dove guardi le partite dell’Avellino? 4) Hai un rito o una formula scaramantica che usi ad ogni partita? 5) Cosa sei disposto a fare se l’Avellino va in serie B? Hai già scommesso qualcosa con i tuoi amici? 6) Cosa può fare il Comune di Avellino per i Lupi?

SERGIO TREZZA
1) Sono un tifoso sfegatato. E’ una passione. Vado allo stadio da quando avevo 8 anni.
2) Sono io il numero uno. Lo dimostra un video che ho pubblicato recentemente dove sfoglio un album dei calciatori del 1980; ricordo che la figurina più ‘difficile’ era quella di Di Somma, e poi c’erano Tacconi, Giovannone, Cattaneo, Juary, Massa, Piga… Quell’album ha un valore simbolico: fu l’anno del salvataggio e soprattutto l’anno del terremoto.
3) L’ultima partita l’ho vista in Tribuna Montevergine, ma ora tornerò alla Terminio, dove per tantissimi anni mi mettevo sempre allo stesso posto, appoggiato alla ringhiera vicino alla Curva Sud.
4) Non sono scaramantico.
5) Non ho scommesso nulla perché ero convinto già dall’inizio del campionato che ce la saremmo giocata col Cerignola, e con loro ce la giocheremo fino alla fine; nel Benevento non ho mai creduto, e credo che la rivelazione sarà invece il Crotone nei playoff.
6) All’Avellino serve uno stadio nuovo, perché la capienza limitata a 10mila spettatori non sarà idonea se saliamo in B. Intanto faccio un plauso a D’Agostino: 10 e lode per quello che ha fatto quest’anno. E ora, con 3 o 4 innesti potremo fare anche una Serie B ai vertici.

Fabio Liberale allo stadioFABIO LIBERALE
1) Rispondo con un dato: 30 anni di trasferte. Sono stato un ultras, tra i leader del gruppo Cruels. E sono anche un appassionato collezionista di magliette dell’Avellino, qui in città ce ne saranno al massimo altri tre o quattro al mio livello. Vado allo stadio dalla stagione ‘83-’84, da quando avevo 4 anni, e non ho mai smesso.
2) Nel consiglio comunale di Avellino nessuno è tifoso come lo sono io.
3) In Curva Sud, sempre. E pago l’abbonamento.
4) Non sono scaramantico.
5) Ma no, non scommetto sull’Avellino. La mia fede è incondizionata, nel bene e nel male, il mio motto è ‘ti amo anche se perdi’.
6) Il Comune può sicuramente agevolare e sostenere l’iter per la realizzazione del nuovo Stadio Partenio.

Antonio GengaroANTONIO GENGARO
1) Sono stato un tifoso ‘caldo’ fino a che non scoppiò lo scandalo del calcio scommesse. Fu una grande delusione. Ero un grande fan di Gianluca ‘Gil’ De Ponti e dei grandi giocatori dell’Avellino come Adriano Lombardi, del quale sono stato amico, e Salvatore Di Somma.
2) In questo consiglio comunale non vedo grandi tifosi sfegatati, ma se guardo al passato posso sicuramente dire che il più grande tifoso dell’Avellino, anche se non lo dava a vedere, è stato Antonio Di Nunno. E ha sempre seguito la squadra con grande rigore e garbo, non chiedendo mai biglietti omaggio, facendosi sempre l’abbonamento.
Quando con lui sono stato assessore allo Sport mi confrontavo con presidenti dell’Avellino come Sibilia o Casillo. Quando chiedemmo a Sibilia di saldare i pagamenti dell’acqua, visto che la cifra era molto alta, ci rispose che pensava di dover pagare l’acqua e non del Greco di Tufo… Invece di Casillo mi ricordo le cene, quando mi chiamavano Tonino Lo Schiavo e company perché durante la settimana il presidente andava in fibrillazione… andavamo all’Antica Raiano a Serino per sedare gli animi. In quel periodo c’era un grande feeling anche con Salvatore Vullo, che ci portò in serie B.
3) Da ragazzino guardavo le partite in Curva Sud, sulle ginocchia di mio cugino Tonino che faceva parte del Club Ferrovia, e lo stadio era sempre strapieno. Poi nella fase da assessore e da politico andavo in tribuna Termino. Ora la seguo in televisione, con mia moglie.
4) Formula scaramantica? Intanto, finché va bene, continuerò a non andare allo stadio! In compenso mi fa molto piacere che mio figlio Tommaso invece segua sempre da vicino la squadra, e insieme ai suoi amici, che sono amici di famiglia, segue anche tutte le trasferte. E mi fa piacere anche che Tommaso abbia come punto di riferimento Ciro Picone, che è stato un grandissimo tifoso dell’Avellino e che ha fatto delle scelte che vanno rispettate.
5) Niente scommesse sulla promozione in B. Sono scaramantico, guardo domenica per domenica e non voglio nemmeno parlarne… posso solo dire che questa attesa è una grande sofferenza. Mi fa comunque piacere per la città e per la società che pure ha investito tanto.
6) Il Comune di Avellino, storicamente, è stato sempre a disposizione della società di calcio, fin dai tempi di quando facemmo lo stadio in Serie A, perché la squadra è un simbolo della città. L’auspicio è che si possa ragionare insieme sulle nuove strutture, affinché siano realizzate a misura d’uomo… Spero si possano fare investimenti finalizzati allo sport e non alla speculazione edilizia e commerciale.

Mario Sorice allo stadioMARIO SORICE
1) Sono un tifoso ‘caldissimo’. Ho 34 anni e vado allo stadio da quando ne avevo 9. Ho l’abbonamento e vado a tutte le partite, trasferte comprese.
2) Il più sfegatato dell’Assise? Io, sicuramente.
3) La partita la guardo sempre allo stadio, in Curva Sud.
4) Un rito…. prima di ogni partita ascolto sempre la canzone ‘Dove sarai, sarò’.
5) Al momento non abbiamo ancora deciso.
6) Dobbiamo continuare a dare un supporto morale alla squadra e anche a fornire le strutture necessarie. Ce la metteremo tutta, per esempio, per dare un nuovo stadio moderno alla città.

Rino Genovese allo stadioRINO GENOVESE
1) Sono un tifoso innamoratissimo della mia squadra e mi fa piacere essere tornato a quando ero ragazzo e in curva Sud con la buonanima di mio fratello sventolavamo bandiere e suonavamo tamburi. Non vedo l’ora che ritorni la serie A ad Avellino.
2) Il più sfegatato sono sicuramente io. I 10 anni della serie A me li sono fatti tutti allo stadio, non ho mai perso una partita.
3) Le partite, quando non sono occupato per lavoro, le guardo spesso in tribuna Montevergine, anche se la mia passione rimane la curva Sud e sicuramente le ultime partite le vedrò da lì.
4) Da ragazzo portavo sempre una sciarpa a cui tenevo molto, perché era stata firmata da Adriano Lombardi. Ora come rito arrivo sempre esattamente un’ora prima dell’inizio della partita, perché anche respirare il clima di attesa a me piace tantissimo, e siccome ha portato fortuna finora, lo continuo a fare.
5) Pizza e birra con tutti. Anche se la scommessa a cui tengo di più è quella che feci ad inizio campionato, con alcuni carissimi amici di Benevento. Allora il Benevento sembrava imbattibile, ma io dissi loro di non esultare troppo presto…
6) Impegnarsi per il nuovo stadio, che ha un valore simbolico enorme per la città. Il calcio significa anche economia, fierezza, promozione.

L'album dei calciatori 1980-81 di Sergio Trezza(Qui al lato l’album del calciatori 1980-81 di Sergio Trezza)



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