
Un pezzo importante del Recovery Fund “made in Irpinia” vedrà la luce giovedi al termine di un. Incontro che la Provincia ha organizzato a Palazzo Caracciolo, convocando al tavolo Confindustria, sindacati, il comune capoluogo e il delegato Anci. Lo ha annunciato il Presidente Domenico Biancardi nel corso della conferenza stampa nella quale ha fatto il punto delle iniziative in campo. In questa fase si punterà ad una programmazione che ha almeno avviato la fase progettuale, scelta necessaria per accelerare gli eventuali finanziamenti. Nello specifico si discuterà del Traforo del Partenio, sul quale c’è anche la convergenza delle Province di Benevento e Caserta, del collegamento ferroviario con Napoli dalla stazione di Avellino sfruttando l’attuale tratta fino a Mercato Sen Severino, quindi il collegamento con Bracigliano, Nola-Tufino, tra Tufino e Baiano dove dovrebbe sorgere un hub intermodale (al quale collegare anche la Circumvesuviana da Baiano) per raggiungere poi la Stazione di Napoli e la Valle Caudina attraverso il traforo. E ancora :un piano condiviso con la Provincia di Benevento per il monitoraggio delle acque dei fiumi Calore e Sabato per l’intero corso; arterie a supporto della Stazione Hirpinia dell’Alta Velocità per garantire collegamenti veloci con stazionamento bus Grottaminarda, casello Autostradale, comuni Ufita e Baronia. Nel confronto di giovedì si discuterà anche dell’ipotesi di recuperare il progetto della Piattaforma Logistica in Valle Ufita. Infine si avvierà un percorso di programmazione regionale condivisa con le altre Province campane per arrivare a un Sistema Campania, anche al fine di sfruttare le risorse legate alla digitalizzazione, oltre che alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico-culturale locale, partendo dalla programmazione di Sistema Irpinia. Questioni sulle quali si è soffermato il presidente Biancardi. «C’è stato – ha detto – un momento importante per l’Irpinia, rispetto alla proposta che vogliamo fare al Governo insieme alle altre province. Ci siamo incontrati anche con le altre province per esaminare anche i progetti che loro possono presentare nel Recovery Fund. L’intuizione è stata quella di metterci insieme per una proposta unitaria, per questo giovedi mattina ci vedremo qui a Palazzo Caracciolo insieme a Confindustria, sindacati e Comune di Avellino per predisporre una proposta nostra, avanzata dall’Irpinia, che tenga conto di infrastrutture, comunicazione e investimenti importanti che mettano in rete quello che già oggi stiamo pensando di realizzare come stazione Irpinia. Non ho parlato a caso della comunicazione che rappresenta un aspetto importante: non dimentichiamo che esistono aree dell’Irpinia che sono scollegate, senza internet, dove ci sono investimenti e non c’è rete digitale, c’è ancora tanto da recuperare». Nel dettaglio della progettazione Biancardi ha spiegato che «a Benevento ho messo al tavolo le nostre proposte e quando ho avanzato quella del collegamento della Valle Caudina con Salerno attraverso la A16 da Benevento e Caserta si è subito capito l’importanza di un progetto che collegherebbe l’area del salernitano con Caserta e Benevento, e questo anche su ferro con un hub a Tufino». Il numero uno di Palazzo Caracciolo ha messo in evidenza che sui fondi e sulla gestione «il discorso deve essere di carattere regionale. Se il piano si limita solo alla città e non lo si collega alle altre province o a livello interregionale, serve a poco. Fare la stazione Hirpinia e non portare un collegamento veloce ad Avellino città a cosa può servire? Per questo occorre fare delle altre opere per mettere tutto insieme». Biancardi non si è mostrato eccessivamente preoccupato per i risvolti della crisi politica in atto a Roma. «Quanto può incidere la crisi? Una cosa è il mondo reale e un’altra è la politica. In Parlamento sono scollegati dai problemi reali e forse oggi si stanno accorgendo che esiste una crisi. Non ci vuole molto per intervenire ma serve competenza, al di là di destra o sinistra». Un passaggio, infine, lo ha riservato alle Provinciali previste che, per espressa richiesta dell’ente, sarebbe meglio rinviare. «Per le Provinciali – ha concluso – faremo un’altra comunicazione nella quale diremo che è opportuno spostarle a maggio. Vedremo quello che deciderà il Governo, personalmente sarei per fare tutto a settembre, anche le amministrative, chiudendo definitivamente il piano vaccini».
