Regionali, Grillo contro tutti: mi candido da uomo del fare. Biodigestore, dal Pd solo silenzio, salvo solo Tropeano – IL CIRIACO

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“Mi candido per farmi ascoltare e spiegare agli irpini perchè realizzare il biodigestore a Chianche è sviluppo del territorio. Tutti ne parlano male, nessuno però prova con dati e fatti quello che dice. Il presidente dell’Ato Valentino Tropeano per l’azione messa in campo meriterebbe una candidatura alle regionali. Nella rosa dei nomi non vedo nessuno che abbia fatto veramente qualcosa per l’Irpinia. E da parte del mio partito non è stata spesa neanche una parola”. Il sindaco di Chianche Carlo Grillo è un fiume in piena. Da oltre due anni è contestato per aver partecipato alla manifestazione d’interesse della Regione Campania per la realizzazione dell’impianto rifiuti nel suo comune, uno degli otto dell’areale del Greco di Tufo. Contrapposizione che vede impegnati cittadini, comitati ambientalisti, amministratori comunali, i maggiori produttori di vino locali tra i quali Mastroberardino e Feudi, il consorzio di tutela dei Vini d’Irpinia. “Chiederò agli otto sindaci dell’areale del Greco di Tufo di sederci intorno ad un tavolo e discuterne. Vorrei farlo anche con i produttori vitivinicoli del territorio ai quali ricordo che prima di parlare di sviluppo devono essere più corretti nei confronti dello stesso e chi lavora”. Ma è innanzitutto alla politica che Grillo si rivolge. Il biodigestore è entrato a pieno titolo nella campagna elettorale ed è osteggiato in modo bipartisan. Attacchi a cui il sindaco di uno dei comuni più piccoli d’Irpinia con i suoi 380 abitanti risponderà in campagna elettorale candidato con la lista Fare Democratico.

“E’ ispirata dall’assessore alle attività produttive Antonio Marchiello con il quale c’è reciproca stima dopo aver apprezzato la mia determinazione per la realizzazione del biodigestore. Dovrei fare il capolista, ma la mia candidatura nasce innanzitutto per spiegare alle persone il progetto Chianche ed i vantaggi per il territorio. In contrasto con una politica becera e senza programmazione”.

Parla anche del Pd, partito a cui lei è iscritto….
Resto vicino al mio partito ma fino ad oggi non abbiamo sentito una parola sull’argomento da parte del commissario provinciale Aldo Cennamo. Non è stata aperta una discussione interna sulla materia, non una parola sull’operato dell’Ato rifiuti il cui presidente è del Partito Democratico e viene messo in difficoltà dagli stessi colleghi di partito. Il Pd oggi non decide e non programma. Non c’è più dibattito se non il valzer dei candidati.

La scelta di Chianche, supportata dall’Ato rifiuti, ha trovato il fuoco amico sulla sua strada. Petitto afferma che l’Irpinia non ha bisogno del biodigestore.
Petitto per professione fa il poliziotto. Ben farebbe a continuare a farlo. Di politica e programmazione non capisce nulla. Un giorno parla da amministratore delegato dell’Asl, l’altro da presidente della Provincia di Avellino, l’altro ancora da Presidente della Regione Campania. Si occupa di tutto, anche di sanità, dimenticandosi il periodo di commissariamento. Un estremo atto di democrazia e grazia da parte del partito democratico sarebbe quello di mettere fuori dal partito queste persone”.

Chianche
Chianche terra del vino

Anche altri consiglieri regionali uscenti del Pd non hanno avuto parole favorevoli alla scelta di Chianche…
Alaia all’Ato rifiuti ha avuto un comportamento corretto. I suoi consiglieri hanno votato la relazione della commissione dimostrando grande senso di responsabilità. I consiglieri di Petracca invece hanno abbandonato la seduta e poi si sono assentati. Petracca prende le posizioni della destra come D’Ercole e Della Marra. Anche i petracchiani hanno votato a favore dell’istituzione della commissione scientifica all’Ato e poi hanno bocciato la relazione. Petracca è la stessa persona che aderisce al Partito Democratico e pretende la candidatura in quanto consigliere regionale uscente ma senza averne diritto. E’ stato eletto in Regione con un altro partito dove ha mangiato e bevuto fino allo scorso anno. Tutto questo accade nel silenzio generale di un partito che dovrebbe farsi sentire.

Parlando di candidature. Tra i papabili del Pd restano D’Amelio e Ciarcia….
Sono favorevole alla ricandidatura degli uscenti, ma la D’Amelio potrebbe evitare di dire che è quasi costretta perché spinta. Sappiamo tutti che vuole ricandidarsi. Di Ciarcia apprezzo molto il lavoro all’Alto Calore, non il condizionamento che riceve. Una persona attenta non può farsi condizionare nella gestione dell’ente da persone estranee al contesto provinciale. De Caro non può dirci come e chi deve gestire l’Acs.

Insomma è contro tutti…
Mi identifico in Valentino Tropeano. Giusta o sbagliata la scelta di Chianche, ha applicato la legge regionale sui rifiuti, approvata anche dai consiglieri uscenti che oggi contestano. Ha dimostrato di essere un uomo del fare andando incontro anche ad attacchi politici beceri. Ecco, una persona come il presidente dell’Ato rifiuti la candiderei al posto di tanti che hanno dimostrato di fare solo chiacchiere.

Lasciamo la politica tra i banchi e parliamo di politica del territorio. Mastroberardino, Feudi, consorzi di tutela, comitati ambientalisti, sindaci. Si ritrova nuovamente tutti contro.

Chianche-sede-biodigestore

Io vivo il territorio, conosco le difficoltà. Chianche e l’intera valle sono state abbandonate dalla politica da 40 anni. Hanno speso miliardi nelle aree industriali e sono vuote. Chianche ha perso il 75% della popolazione. Non ci sono giovani, non c’è un bar, un supermarket. Niente. Eppure sento parlare di turismo e sviluppo del territorio. Organizzerò con gli otto sindaci dell’areale del Greco di Tufo un incontro. Se mi dimostrano con i fatti, con dati, che sto arrecando un danno al territorio sono pronto a fare un passo indietro. Ma dirò loro anche che il biodigestore è un’opportunità per tutti noi dell’areale. Che lo sviluppo del settore vitivinicolo passa soprattutto dal prodotto finale dell’impianto e molti dei nostri piccoli imprenditori agricoli potrebbero svincolarsi dal monopolio dell’uva.

Cosa intende?
Del mercato dell’uva nessuno ha voluto mai interessarsi. Il presidente della commissione agricoltura in regione Campania Maurizio Petracca si sarebbe dovuto spendere per far applicare i regolamenti europei. Ma andrebbe contro gli interessi di due grandi produttori come Feudi e Mastroberardino che hanno il monopolio in questa provincia. Comprano l’uva nei nostri territori a circa 50 centesimi, il 3% del costo di una bottiglia di fascia bassa, la pagano in ritardo e la vinificano altrove mettendo l’etichetta Docg Greco di Tufo. Non è corretto ed è insostenibile per l’economia del territorio. Ho letto le loro dichiarazioni sul biodigestore. Di turisti non ne vedo in questa valle da decenni, ma neanche la popolazione c’è. Cosa hanno fatto Feudi e Mastroberardino per il territorio? Nulla. Quante persone di questi otto comuni lavorano nelle loro aziende? Probabilmente nessuna. Se mi dicessero che intendono investire gli regalo l’area su cui dovrà sorgere il biodigestore. Ma devono vinificare nel nostro territorio il Greco di Tufo Docg come prevede la legge e non altrove.

Che tipo di sviluppo porterebbe il biodigestore per questo settore?
Il futuro è il vino biologico. Il compost prodotto serve anche per questo. Attraverso una filiera virtuosa con le amministrazioni comunali degli otto comuni potremmo fornirlo a tutte le aziende sul territorio che potranno produrre vino di qualità ed entrare nel mercato del vino. Oggi, nelle condizioni in cui sono, non riusciranno mai a farlo e resteranno sempre soggetti al solito monopolio.

Oltre al danno d’immagine si parla anche dei problemi di viabilità e dell’ambiente….
Con il biodigestore ho contribuito a far crescere la popolarità del Greco di Tufo. Quando si parla dell’impianto nel cuore dell’areale, dovrebbero essere tutti più onesti. Chianche è l’ultimo comune di questa provincia, siamo il lembo, confiniamo con Benevento ed il comune di Ceppaloni in un primo momento contrario oggi è ritornato sui suoi passi. Per quanto riguarda la viabilità è un problema che non esiste. Stiamo parlando di 3 camion al giorno e transiteranno per la statale 88. Ho già presentato un progetto per la riqualificazione costa circa 12 milioni di euro. Ne ho parlato anche con il vice presidente Fulvio Bonavitacola ed è fattibile. Sono molti di meno delle centinaia di milioni di euro spesi per l’asse dalla Valle Caudina a Pianodardine che collega due aree industriali inesistenti. Sull’ambiente c’è poco da dire. Stiamo parlando di impianti di ultimissima generazione e dove vengono utilizzati hanno dimostrato di non inquinare. L’energia prodotta viene riutilizzata. Il prodotto finale anche.

Ci siamo dilungati oltre modo. In ultimo: Chianche è davvero la scelta migliore rispetto a Montella e Savignano Irpino?
Io ho sempre pensato che Chianche potesse ospitare l’impianto. C’è una commissione di esperti che ha detto la stessa cosa. La nostra area industriale è già attrezzata. A Montella c’è un problema sui suoli per l’accessibilità. A Savignano Irpino il suolo è di un privato. E poi per una questione di opportunità istituzionale il sindaco Della Marra avrebbe dovuto astenersi dal proporlo essendo componente dell’Ato. Ma aggiungo anche che Domicella aveva provato un’altra strada, quella del project financing e ne ha discusso diirettamente con la Regione Campania. Dietro c’è la regia del presidente della Provincia Biancardi sostenuto a Palazzo Caracciolo anche dal Partito Democratico. Un’altra vicenda politica da chiarire. In passato, ricordo di aver proposto il nucleo industriale di Pianodardine come soluzione migliore. Un impianto magari al posto della Novolegno e vicino allo Stir. Ma tutti hanno paura della protesta degli ambientalisti. E allora è più facile scaricare su Chianche. Ben venga. Dimostreremo con i fatti che questa è un’opportunità per il territorio.



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