
Venticinque giorni tutti di un fiato, girando l’Irpinia ed i suoi borghi per spiegare un progetto e diffondere «un’altra idea di candidato e di partito». Lo spirito con cui Michelangelo Ciarcia ha affrontato questa sfida è quello di un sereno confronto sulle cose da fare per il territorio. Mai una polemica e nessun riferimento ad altri (e pure di attacchi ne ha ricevuti), ma solo un dibattito sui problemi. E a via Tagliamento, laddove aveva cominciato, Ciarcia ha tirato le somme di questo tour de force. «Siamo partiti da qui e concludiamo qui – ha detto – perché riteniamo che il partito venga prima di tutto e noi dobbiamo interpretare il ruolo di candidati di un partito che ha una storia e una tradizione. Ho affrontato questa campagna elettorale senza risparmiarmi, anche se non sono riuscito a parlare con tutti, ed ho avuto modo di confrontarmi con persone che fanno politica discutendo nella sezione e che mi hanno fatto sentire a casa mia. Lo dico perché a fronte di molti tesserati fantasma e sedi fittizie, noi vogliamo ricostruire un partito che appartiene alla gente». Entrando nel merito delle questioni Ciarcia ha sottolineato come ci siano alcuni settori, come l’infrastrutturazione stradale, sui quali occorre intervenire per coprire il gap che c’è in alcune zone della provincia per arrivare in città». E questa è decisamente una situazione non più tollerabile rispetto alla quale Ciarcia ha detto di aver assunto degli impegni precisi. «Non ho la bacchetta magica ma ho sempre lavorato concretamente e metto la mia passione e il mio impegno dentro questo partito: non sono un singolo, magari di una civica, soltanto apparentato, che magari ha solo il desiderio di andare a Palazzo Santa Lucia». Non poteva non fare riferimento alla gestione del servizio idrico. «Si è parlato spesso di questa vicenda, voi sapete che la Regione ha finanziato gli interventi con 60 milioni ed è da tempo che mi sto battendo perché la Regione e, ora, con il Recovery Fund si possa ottenere un finanziamento ulteriore per un intervento massiccio sulle reti come non avveniva da tempo, purtroppo negli ultimi anni né ai comuni né ad Alto Calore sono arrivati finanziamenti dalla Regione, ma questa è una priorità». Dulcis in fundo l’aspetto della vocazione territoriale e sul ruolo delle microimprese e del loro rapporto di connessione con i percorsi turistici che possono consentire all’Irpinia di entrare a far parte dei circuiti che contano e creare nuova occupazione.
