Regionali, Sarno: “Il Biodigestore fa male a tutta l’Irpinia del vino. Con noi al governo il New Deal della Campania” – IL CIRIACO

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Avellino – “Con Ciarambino avremo un New Deal in Campania, contro i fallimenti di De Luca e Caldoro”. Maura Sarno candidata al Consiglio regionale per il Movimento 5 Stelle lancia la sua sfida. “L’Irpinia e le aree interne sono state dimenticate, lo dicono i numeri”, spiega prima di aggiungere: “Il biodigestore nella zona del Greco di Tufo è una scelta sbagliata”.

Le elezioni stanno entrando nel vivo, che tipo di campagna elettorale sarà la sua?
La nostra è una campagna elettorale molto particolare perchè ci sono poche possibilità di incontrare le persone. Mi rivolgo alla gente attraverso i social o giro l’Irpinia incontrando poche persone e raccogliendo le loro istanze. E’ fondamentale il rapporto con la cittadinanza per conoscere le difficoltà dell’Irpinia e laddove la Regione non è stata presente. Nelle aree interne ha fatto bene poco, basta vedere come sono stati spesi i fondi.

Quali sono le istanze principali e più ricorrenti che sta registrando?
Innanzitutto la mancanza di lavoro perché c’è stato poco sviluppo economico, ma per esserci servono gli investimenti. La Regione non è stata in grado di investire, ha speso solo il 27% dei fondi europei. Di questi, in Irpinia addirittura è arrivato solo 2%. Anche lo sviluppo rurale è rimasto indietro. E’ stato utilizzato solo il 39% dei fondi e per l’Irpinia è arrivato il 5%. Insomma non essendo arrivati  i fondi, non c’è stata la possibilità di una crescita economica e di creare lavoro, specialmente per i giovani. Poi c’è il tema della sanità dove ci sono molti problemi e con l’emergenza Covid li abbiamo potuti toccare con mano. I pazienti si sono riversati tutti ad Avellino perché il pronto soccorso di Solofra è chiuso. A questo si aggiungono alcune cliniche private convenzionate che hanno chiuso per ferie, come se fossero delle boutique di lusso. Tutto ciò ha causato un sovraffollamento ad Avellino, d’altronde basta considerare che a Solofra ci sono 22 mila ricoveri all’anno, con la chiusura del pronto soccorso si riversano tutti nel capoluogo.

Uno dei temi a lei caro è il biodigestore dove è forte il suo “no” all’ipotesi di Chianche. Per lei è solo un problema di zona o anche di struttura?
C’è una legge secondo la quale ogni regione deve essere autosufficiente nello smaltimento dell’umido, prevedendo un numero di biodigestori o comunque di capacità di snellimento di questo tipo di rifiuto, quindi non si può essere contrari, anche se esistono altre modalità come il compostaggio di comunità. Diciamo che il biodigestore taglia la testa al toro e offre un grande servizio alla comunità. Ma un impianto con cui smaltire 300 mila tonnellate non può essere realizzato nella zona del Greco di Tufo perché negherebbe la possibilità di crescita a quell’area. Secondo Tropeano lì ci sarebbero poche vigne e poco turismo, ma non dobbiamo pensare a com’è oggi bensì a come può diventare con una crescita del turismo enogastronomico, del vino e delle nostre splendide zone con il turismo di vicinanza. Mettere un biodigestore in quell’area significa negare il futuro e lo sviluppo a quella zona. Nella zona del prosecco, 10 anni, venne fatta la richiesta per diventare patrimonio dell’umanità e oggi si riversano molti visitatori grazie a questo importante riconoscimento, con un biodigestore nella zona del Greco di Tufo non potremo mai avanzare tale richiesta perché sarebbe un elemento negativo per l’ottenimento. E’ vero che quella zona è ancora in crescita, ma serve una visione del futuro.

Parteciperà alla manifestazione del 28 agosto contro il biodigestore?
Ho sempre partecipato anche quando non ero candidata perchè sono un produttore di vino. Un biodigestore non fa male solo alla zona del Greco, ma a tutta l’Irpinia del vino. Parteciperò, come ho sempre fatto.

Perché votare Ciarambino e non De Luca o Caldoro?
De Luca ha fallito nella sua amministrazione e lo dicono i numeri. Come ho anticipato non è riuscito a far crescere economicamente le aree interne e abbiamo necessità di avere qualcuno che punti al new deal con una visione moderna di crescita e sviluppo per le nostre terre. Ciarambino ha idee di modernizzazione, mentre De Luca ha ricette fallimentari. Il lanciafiamme non ci serve, servono idee nuove  per l’Irpinia e le aree interne. La sua esperienza è stata fallimentare anche per la sanità, settore in cui prima di lui ha fallito  Caldoro. Tutti i disastri sono cominciati da lui. Ciarambino è una grande battagliera, specialmente sulla sanità ha avuto molti scontri in Consiglio regionale con De Luca che ha privilegiato quella privata piuttosto che il pubblico come accaduto con alcune cliniche. Oppure con Loreto Mare dove sono stati buttati 20 milioni di euro per un ospedale che non ci servirà. Abbiamo assistito ai soldi regalati alla sanità privata.



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