Ricordando Ettore De Socio: così la fotografia racconta le periferie tra degrado e desiderio di riscatto

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E’ uno sguardo sulle periferie che chiede di diventare motore di cambiamento quello che caratterizza il concorso fotografico nazionale “Periferie”, nel ricordo di Ettore De Socio, grande protagonista della scena politica, culturale e sociale non solo irpina dirigente regionale dell’INAIL ed ex vicesindaco dell’amministrazione Di Nunno ma anche giornalista e scrittore. Uno sguardo che sceglie di partire dalla passione per il giornalismo e per il reportage di De Socio, dal desiderio di raccontare le aree apparentemente marginali, dall’impegno a sostegno degli ultimi. Una scommessa lanciata dalla famiglia di Ettore De Socio, a due anni dalla sua scomparsa, in collaborazione con l’associazione culturale “Controvento” e con il patrocinio della Provincia di Avellino.

E’ il figlio Fulvio a spiegare, nel corso della conferenza stampa, come “L’idea del concorso è nata l’estate scorsa, in un momento di grande dolore, all’indomani della perdita di mio padre. Siamo partiti dalle due sue passioni per trasformare la sofferenza per la sua morte in energia positiva, regalando qualcosa di bello agli avellinesi”. Circa settanta i partecipanti, con una buona percentuale proveniente anche dalla Campania. “Grande attenzione – prosegue Fulvio – è stata rivolta alle zone del Nord-Est, in Lombardia e in Toscana – ha raccontato – Ci troviamo di fronte a uno scenario variegato, se in alcune di queste immagini le periferie appaiono ancora spazio di degrado ed emarginazione, in altre emerge con forza il desiderio di riscatto. E’ interessante sottolineare, ad esempio, il caso del Pilastro di Bologna, una zona tristemente famosa per le vicende tragiche della Uno Bianca, dove un comitato di cittadini si sta organizzando per valorizzare gli spazi verdi”.

L’idea del concorso fotografico vuole essere un contributo offerto alla politica e a chi si occupa di interventi sul territorio “Alcuni di questi reportage evidenziano formule di auto-organizzazione, iniziative dal basso che vanno a colmare le mancanze della politica”. La proclamazione dei vincitori del concorso – i primi tre nella categoria “Open” e il primo nella categoria dedicata agli studenti degli istituti superiori – è fissata per venerdì 18 ottobre, alle 17, presso il Carcere Borbonico di Avellino.

Oltre al concorso fotografico in memoria di Ettore De Socio, il Museo Irpino ospiterà anche una mostra, visitabile da domani 18 ottobre fino al 4 gennaio 2025, dal martedì al sabato, ore 9-13 e 16-19 (domenica e lunedì chiusura al pubblico), dedicata alla bellezza e le complessità delle periferie nel racconto di artisti affermati ed emergenti. In aggiunta, i monitor presenti in sala proietteranno in loop le opere di tutti gli autori che hanno partecipato al concorso, creando un’atmosfera immersiva e coinvolgente.

Infine, Fabio Moscatelli, fotografo di fama nazionale presenterà la sua esposizione dal titolo “Qui vive Jeeg”. che esplora i temi della realtà urbana e della sua interazione con l’immaginario collettivo. Il pubblico avrà l’opportunità di incontrare l’autore e partecipare a una lettura portfolio il giorno 19 ottobre, un momento in cui Moscatelli condividerà la sua esperienza.



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