Non si schioda dal Centro, Giuseppe Gargani, presidente dell’Associazione nazionale ex parlamentari. Oggi al “De la Ville” presenta il coordinamento di “Tempi nuovi popolari uniti”, una nuovo iniziativa per unire i moderati, per dare seguito ad una idea che Gargani porta avanti da sempre, perché ci crede, perché la ragionevolezza politica lo porta alla conclusione che “non ha senso oggi parlare di bipolarismo, sia a livello nazionale che regionale, perché il Centro è vivo e vitale, ed è determinate, mentre centrosinistra e centrodestra si dividono al loro interno su contraddizioni insostenibili. E non si capisce come, perché si definiscono ancora coalizioni. Non sono i valori ad unirle ma – osserva Gargani – la necessità di stare insieme. E allora, non c’è prospettiva, non c’è futuro, non c’è idealità. Sono accozzaglie”. Da qui, secondo Gargani, nasce l’antipolitica, ovvero l’indistinto, il populismo.
L’antidoto – spiega l’ex Dc, ex sottosegretario alla Giustizia – è il Centro, che si riconosce in comuni valori, che si unisce sui principi, quelli veri, che devono animare una classe politica che possa definirsi tale. Chi si mette insieme deve condividere una posizione politica. I moderati non possono stare né con Elly Schlein, che – dice Gargani – appartiene ad una sinistra un po’ radicale e neppure con la destra un poco reazionaria di Giorgia Meloni. E’ fisiologico che ci sia un Centro. I tentativi di costituirlo da parte di Carlo Calenda, di Azione, e di Matteo Renzi di Italia Viva, sono velleitari perché rispondono ad una logica personalistica, autoreferenziale, e sono di conseguenza progetti che hanno il respiro corto, rappresentativi di nulla.
Per Gargani invece bisogna sostenere la proposta di Ernesto Maria Ruffini, che può essere battezzato come il federatore del nuovo Centro: “Saremo a Roma per sostenerlo”.
Il Centro di cui parla Gargani vale per Politiche e sarà poi protagonista anche alle Regionali. Per quanto riguarda le Regionali, Gargani fa una previsione: “Molto probabilmente il 9 aprile la Corte costituzionale boccerà il terzo mandato, ma Vincenzo De Luca si metterà d’accordo con il Pd e il resto del centrosinistra”. E il Centro che fa? “Vedremo, vogliamo prima capire con chi ci alleiamo”. Il governatore De Luca come ha amministrato? “Mi sembra un amministratore efficiente, ma la sua è una gestione personale, troppo, fa tutto da solo”. E il centrodestra? “E’ noto che con la Meloni il Centro ha poco da condividere, niente a che fare, non ci capiamo con la Destra”, conclude Gargani.