“Senza soldi, senza lavoro, senza dignità. Della cassa integrazione nemmeno l’ombra” – IL CIRIACO

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Un sit in di protesta pacifico e rispettoso del distanziamento sociale imposto dall’emergenza Coronavirus. Un’emergenza che, prima che sanitaria, per tantissimi lavoratori è diventata economica e sociale. A scendere in piazza con il sindacato Ugl ci sono tante categorie, compresa quella delle addette alle mense scolastiche che, oltre ad attendere ormai da tre mesi la cassa integrazione, non sanno ancora se e quando rientreranno a lavoro.

“Abbiamo deciso di organizzare questo momento di sensibilizzazione e di protesta pacifica – spiega Costantinos Vassiliadis, segretario provinciale dell’Ugl Avellino – per ricordare al Governo e alle Istituzioni che le famiglie non possono più aspettare. È una vergogna che, molti lavoratori, sono ancora in attesa della cassa integrazione e, da tre mesi, senza stipendio, fanno i conti con lo spettro della povertà. Molte di queste famiglie in attesa di Cig sono anche monoreddito, molti lavoratori, e faccio un solo esempio per far capire la drammaticità del momento, come quelli delle mense scolastiche o delle ditte di pulizia, settori totalmente affossati dal lockdown. Senza un sostegno economico concreto ed immediato non si va da nessuna parte, molte imprese o attività commerciali molto probabilmente non avranno la forza di rialzarsi in questa fase e, molti lavoratori, resteranno senza un reddito”.

Particolarmente allarmante la situazione delle addette alle mense delle scuole. “Non percepiscono un euro da inizio marzo, da quando è stata avviata la procedura di cassa integrazione. Ad oggi sono tre mesi che vivono senza stipendio, ma soprattutto senza poter tornare a lavorare. Le scuole sono chiuse, non si sa come andrà a finire a settembre. Come dice qualche cartello sono senza dignità, senza soldi e senza lavoro. E’ la verità, la burocrazia è al massimo ed impedisce che la cig arrivi. Le promesse del Governo – conclude Vassiliadis- restano tali, moltissimi lavoratori sono rimasti indietro”.



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