Era un intellettuale a tutto tondo il preside Roberto Barbato, scomparso oggi all’età di 80 anni. Prima docente del liceo scientifico Mancini e poi dirigente scolastico, credeva fortemente nel potere della scuola di educare e trasformare la società. Aveva dedicato la sua vita alla cultura, all’arte e alla bellezza che aveva raccontato anche sulle pagine del Corriere dell’Irpinia e poi del Quotidiano del Sud. All’amore per la cultura affiancava curiosità, ingegno vivo e spirito poliedrico, qualità che lo spingevano ad interrogarsi con curiosità sul nostro tempo, su fenomeni di costume, spettacolo e trasformazioni della società. Con il preside Barbato abbiamo condiviso stagioni irripetibili di impegno giornalistico, entusiasmo e passione civile con l’idea che il giornale potesse essere strumento prezioso per riscoprire la memoria del territorio e dare ancora più valore all’informazione, aiutando il capoluogo e la provincia ad uscire dalla dimensione di una cultura ripiegata su sè stessa. Decisivo il suo contributo per far conoscere artisti di grossa fama come il mosaicista Felice Nittolo o alcuni dei monumenti legati alla storia del territorio. Alla moglie Angela Netta, ai figli Mario e Sergio, alle nuore Annarita Rinaldi e Amalia Innocente, alle nipoti Lara e Giovanna, al fratello Sergio, alla sorella Antonella giunga l’abbraccio del direttore Gianni Festa e della redazione del Corriere dell’Irpinia. I funerali si terranno domani pomeriggio, alle 16, nella chiesa di San Ciro di Avellino
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